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Fuoco a Milano: come fare la bonifica post incendio

bonifica post incendio

La bonifica post incendio è una procedura di pulizia tecnica di cui si parla poco. Purtroppo, come dimostrano i recenti avvenimenti nel territorio Milanese e in tutta la Lombardia, dall’incendio di Via Caldera alle cascine fuori città, trovarsi a bonificare un edificio interessato da un incendio non è un’eventualità così remota come si possa pensare.

Di certo le fiamme sono pericolose, ma i gas nocivi e la fuliggine possono danneggiare la salute delle persone in maniera prepotente.

Dobbiamo premettere che è estremamente pericoloso calarsi nei panni improvvisati del bonificatore di ambienti in cui sono presenti sostanze tossiche, per cui è sempre consigliabile rivolgersi ad una ditta specializzata.

Oltre a conoscere bene le sostanze, il personale della ditta viene adeguatamente formato sulla composizione chimica delle polveri sottili e applica le normative di sicurezza per non avere conseguenze sulla salute.

Durante le pulizie post incendio, una delle sostanze con cui si ha maggiormente a che fare è la fuliggine.

Bonifica post incendio: come eliminare la fuliggine

La fuliggine è una polvere finissima che ogni incendio lascia dietro di se, non ha solo l’effetto di sporcare l’ambiente ed annerire le superfici, è dannosa perché è formata da un agglomerato di particelle di carbonio. La sua composizione è altamente cancerogena. Inoltre, la polvere sottile di fuliggine si insinua ovunque, in ogni angolo della casa più o meno visibile.

Senza una buona bonifica la fuliggine rimarrà attaccata sui muri, mobili, vestiti e qualsiasi altra cosa fosse presente nel luogo in cui è avvenuto l’incendio. Esistono diverse tecniche di decontaminazione post incendio che solo una ditta di pulizie specializzata nel settore può eseguire.

Bonifica post incendio con tecnologia Ice Blasting

Questa tecnica viene effettuata con un macchinario chiamato “Dry Ice Blaster” che notoriamente ha un costo elevato e necessita di una formazione specifica per essere utilizzato. In questi casi è necessario escludere le metodologie “fai da te” e improvvisarsi bonificatori.

Questo macchinario è, infatti, in grado di concentrare sulle superfici da pulire e sanificare un getto di anidride carbonica alla temperatura di -79° C. In sostanza il getto freddissimo, scagliato alla velocità di 300 m/secondo sulle superfici e sugli oggetti da pulire, causa uno shock termico molto forte che congela lo sporco.

Lo sporco si contrae, proprio come farebbe una persona, e riesce a distaccarsi dalle superfici per poi essere rimosso definitivamente. Senza il getto freddo della pulizia criogenica sarebbe difficilissimo far staccare lo sporco ed eliminare ogni residuo di fuliggine.

A seguito di questa procedura si continua la bonifica con la deodorizzazione enzimatica. Difatti, un incendio lascia sempre cattivi odori molto persistenti. La deodorizzazione enzimatica serve ad eliminarli, azione che solo un particolare tipo di enzimi è in grado di compiere. Spesso ci sono altri tipi di particelle post incendio che causano cattivo odore e che possono essere eliminate dall’ozono, per cui una ditta specializzata in bonifica dopo un incendio eliminerà completamente il caratteristico tanfo utilizzando l’ozono.

L’ultimo step riguarda le finiture che vengono effettuate manualmente, usando spugne chimiche, estrattori ionizzanti e lavaggi per estruzione.